Concerto al Teatro Salieri di Legnago e al Filarmonico di Verona
.jpg)
Questo articolo ti è stato inviato da attraverso il sito del giornale L’Arena di Verona
L’Arena
IL GIORNALE DI VERONA
TEATRO SALIERI. Il giovane direttore guida l’orchestra dell’Arena nel concerto di musiche da film
Nino Rota diretto da Rota
Si completa questa sera al Teatro Salieri di Legnago (ore 21) il ciclo dei concerti dedicati alle musiche da Oscar. Nel programma, che sarà replicato domani sera anche al Filarmonico (ore 20,30), le migliori colonne da film scritte da Nino Rota, come [FIRMA]Passerella da Otto e mezzo, le suite sinfoniche da La strada e I vitelloni, Pin Penin da Casanova, la suite e canzone da Le notti di Cabiria, i valzer Verdi e del commiato da Il Gattopardo, la fantasia da La dolce vita, la suite dalla trilogia de Il padrino, la suite e canzone d’amore da Romeo e Giulietta, Amarcord Fantasy. Eseguirà le celebri pagine, l’Orchestra della Fondazione Arena diretta dal maestro Marcello Rota. Durante il concerto verranno anche proiettate le scene dei film chiamati in causa.
Famoso per la sua collaborazione a 18 film di Federico Fellini, Nino Rota ricevette nel 1974 l’Oscar per la colonna sonora de Il Padrino, ma fu anche autore di numerose opere liriche, di musica sinfonica e da camera. Scrisse inoltre il celebre balletto La strada (tratto dal film omonimo di Fellini), che ebbe come protagoniste Carla Fracci e Alessandra Ferri. Si formò musicalm ente con Ildebrando Pizzetti e Alfredo Casella e iniziò a collaborare con i più celebri registi fin dal 1933. Fra loro: Visconti, Monicelli, Steno, De Filippo, Zeffirelli, Vidor, Clément, Guillermin.
«È un autore importantissimo nel quadro della musica contemporanea», ci conferma il direttore della serata Marcello Rota, ingiustamente relegato da molti solo al sottogenere della musica per film. L’innata melodia delle sue pagine trova invece una rispondenza immediata nell’ascoltatore e rivela il grande mestiere, una profonda conoscenza della nostra tradizione, pervasa da un’inconfondibile poetica perso! nale».
La musica di Rota viene giudicata spesso troppo «orecchiabile» da certa critica…
Una musica che non deve essere confusa con leggerezza dei contenuti, né tanto meno distante da criteri di musica seria, spesso accampati da superficiali distinguo critici. Anzi è molto vicina alla memoria storica della musica classica e romantica, più di chiunque altra dei nostri giorni.
Che versioni suonerete questa sera?
Sono le più belle colonne sonore da lui scritte, che ho utilizzato in altre occasioni e di cui ho anche inciso un cd in Giappone, in versione per grande orchestra, visto che abbiamo a disposizione l’Orchestra areniana, utili per creare un forte impatto nell’ascoltatore. I motivi saranno riconoscibilissimi per condurci ai rispettivi film ed avremo un ulteriore intervento, quello vocale del quartetto Divas (due soprano e due mezzosoprano), che contribuirà ad accrescere l’espressività dei brani eseguiti.
Un Rota musicista del quale si ignora la grande produzione classica…
Purtroppo il 90% del pubblico non ne conosce l’esistenza. Ma il prossimo 2011 è il centenario della sua nascita e potrebbe essere l’occasione buona per ricordare le sue numerose pagine sinfoniche o per mettere in scena qualche sua opera: Il cappello di paglia di Firenze, Napoli milionaria o I due timidi.




















